Applicazioni nel gelato

Esplora l’uso innovativo dell’acquafaba montata nel gelato a basso contenuto di grassi.

Di seguito, una panoramica dei principali risultati emersi dal nostro recente studio che ha investigato l’uso di aquafaba montata di ceci come sostituto della panna nel gelato


Analisi delle proprietà sensoriali e chimiche

Esplorazione dettagliata dell’uso dell’aquafaba montata di ceci nel gelato, con focus su caratteristiche fisiche e chimiche ottenute combinando l’aquafaba con sieroproteine del latte isolate.

Aquafaba e gelato low fat: cosa succede

Ridurre i grassi nel gelato non è solo una questione nutrizionale: cambia profondamente come il gelato si presenta, si scioglie e si percepisce in bocca.

L’obiettivo della nostra ricerca è studiare diverse formulazioni di gelato low-fat per intercettare quella più simile ad un gelato convenzionale.

Quando la panna viene sostituita, in parte o quasi del tutto, da ingredienti funzionali come le proteine del siero del latte (WPI) e l’aquafaba, diventa cruciale ottimizzare la formulazione per garantire performance tecnologiche adeguate.

Meno grassi, più differenze sensoriali

Quando la riduzione di panna arriva all’80%, le differenze rispetto al gelato tradizionale diventano molto evidenti. I campioni con meno grassi risultano:

  • più duri,
  • più compatti e densi,
  • con percezione di cristalli di ghiaccio (meno cremosità).

Questo effetto è molto meno marcato quando la riduzione di grassi si ferma al 50%.

Il ruolo chiave delle proteine

L’aumento delle proteine (come le sieroproteine isolate del latte) rende la miscela più viscosa e meno “montabile”. In pratica:

  • entra meno aria nel gelato (minore overrun),
  • la struttura diventa più compatta,
  • il risultato è un prodotto più duro e meno cremoso.

Non a caso, il panel sensoriale descrive questi gelati come più resistenti alla compressione tra lingua e palato e con una fusione più rapida una volta iniziato lo scioglimento.

Acqua, struttura e cremosità

Un altro aspetto fondamentale è l’acqua. Le proteine legano parte dell’acqua disponibile, riducendo il suo effetto “plasticizzante”. Meno acqua libera significa:

  • maggiore durezza,
  • minore elasticità,
  • una struttura più fragile e “secca” al morso.

È lo stesso fenomeno osservato in altri gelati low fat dove i grassi vengono sostituiti da idrocolloidi: meno panna equivale spesso a più durezza e meno cremosità.

E l’aquafaba?

L’aquafaba si inserisce proprio qui: come alternativa vegetale capace di emulsionare, stabilizzare la struttura e migliorare l’incorporazione dell’aria. Tuttavia, la quantità di aquafaba aggiunta è cruciale per non alterare le proprietà sensoriali, e la sua combinazione con le sieroproteine di latte isolate consente lo sviluppo di gelati low-fat dal profilo sensoriale simile al gelato convenzionale.

Ridurre i grassi è possibile, ma serve una formulazione intelligente. L’aquafaba rappresenta una strada promettente per ottenere gelati più leggeri senza rinunciare all’esperienza sensoriale che ci aspettiamo da un vero gelato.

Approfondimento sull’Acquafaba nel Gelato

Analisi dettagliata sull’uso dell’acquafaba montata di ceci come alternativa alla panna tradizionale nel gelato a basso contenuto di grassi, valutando le caratteristiche sensoriali, fisiche e chimiche ottenute.

Proprietà Sensoriali

Caratteristiche Fisiche

Clicca il pulsante “approfondisci” per andare al paper completo in cui vengono investigate, oltre alle proprietà sensoriali, anche le proprietà fisiche (overrun, melting-rate, texture) e i composti volatili dell’aroma del caffè utilizzato

Composti aromatici